Militello (Catania) – Un capolavoro della scultura barocca: “U Signuri o cippu” nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

Militello (Catania) – Un capolavoro della scultura barocca: “U Signuri o cippu” nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

UMILE da Petralia

di Riccardo Martelli – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 97 (2021)

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UMILE da Petralia. – Nacque, con il nome di Giovanni Francesco Pintorno, a Petralia Soprana – nelle Madonie (a est di Palermo) – tra gli ultimi mesi del 1600 e i primi del 1601 (la data, di cui manca una prova documentaria, è stata stabilita per via indiretta: Macaluso, 1967, pp. 160, 168, 170). Era il nono dei sedici figli di Giovanni Tommaso Pintorno e di Antonia Buongiorno. La sua era una famiglia relativamente benestante: la madre proveniva dalla piccola nobiltà terriera; il padre (nato nel 1557) aveva una falegnameria ben avviata, ma svolgeva anche attività attinenti alle arti (per le chiese locali effettuava talvolta complessi lavori di intaglio e scolpiva sculture in legno; era inoltre riparatore di organi e organista). Morì nel 1613 circa, e la sua bottega passò al figlio maggiore, Vincenzo (nato nel 1597).

Giovanni Francesco aveva imparato a lavorare il legno, sin da ragazzo, a fianco del padre; per perfezionarsi, nel 1616 si trasferì a Palermo, dove fu apprendista negli studi di vari scultori, prima di iniziare, forse intorno al 1621, un’attività in proprio. Già i suoi primi lavori (su cui non esiste alcuna documentazione) devono aver avuto un certo successo, perché venne qualificato come «maestro» in un documento del giugno 1623 (in Macaluso, 1967, p. 170) attestante l’avvenuto pagamento per quella che è forse la sua prima opera accertata, un crocifisso (oggi non più esistente) per la chiesa di S. Maria della Fontana a Petralia.

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Nel corso degli anni era maturata in lui una sempre più forte vocazione religiosa, grazie anche alla frequentazione dei francescani riformati (prima, a Petralia, quelli del convento di S. Maria di Gesù, e poi, a Palermo, quelli del convento di S. Antonio di Padova, detto S. Antonino). Nel novembre 1623 entrò nell’ordine.Dopo un anno di noviziato nel convento di Mistretta (sui Nebrodi), venne ordinato frate, con il nome di Umile da Petralia, e ritornò nella sua città natale. Andò a vivere nel convento di S. Maria, dove rimase per nove anni. Nel 1633 si trasferì a Palermo, forse perché, a causa della salute precaria, aveva bisogno di un clima più mite. Si stabilì nel citato convento di S. Antonino, dove intorno a lui si formò un circolo di allievi (fra cui il laico Francesco Gallusca da Palermo e i frati Innocenzo da Petralia, Benedetto Valenza da Trapani, Stefano da Piazza Armerina, Vincenzo da Bassiano, Angelo da Pietrafitta, Giovanni da Reggio Calabria e Diego da Careri).

Pur facendo capo prima a Petralia e poi a Palermo, nel corso della sua carriera di scultore si recò di frequente in altre località della Sicilia, ma talvolta anche della Campania, della Basilicata e della Calabria (sui suoi lavori in quest’ultima regione, v. Frangipane, 1934, e Neri, 1952).

Ammalatosi gravemente alla fine del gennaio 1639 (forse di polmonite), morì nel convento di S. Antonino il 9 febbraio, all’età di trentotto anni (Tognoletto, 1687, pp. 310 s.).

La religione influenzò profondamente la sua ispirazione e la sua carriera; infatti, la sua produzione riguardò soprattutto figure lignee di Cristo in croce, nelle quali rese in modo fortemente realistico gli elementi fisici più drammatici (le ferite, le lacerazioni, i vistosi fiotti di sangue). Tali caratteristiche espressive seguivano i modelli devozionali della Controriforma ed erano conformi alla coeva produzione spagnola, ma erano anche radicate nella tradizione della scultura siciliana, cui diverse ‘dinastie’ (come i Gagini, i Lo Cascio, i Ferraro, i Li Volsi e altri) avevano dato un carattere accentuatamente naturalistico.

Certamente dovuto a motivazioni agiografiche è il numero dei crocifissi di Umile (33, come gli anni della vita di Gesù) stabilito alla fine del Seicento dal suo primo biografo (Tognoletto, 1687, p. 307) e in seguito tramandato da altre fonti. Ancor più alto è il numero che si potrebbe ottenere sommando le opere attribuitegli dalle diverse tradizioni locali (è stato infatti scritto che «quasi ogni chiesa siciliana dice di avere un crocifisso di Frate Umile e ogni crocifisso più o meno pertinente gli viene attribuito»: Fazio, in Frate Umile da Petralia…, 2015, p. 23).

Anche non considerando queste poco attendibili fonti, risulta comunque difficile stabilire quante (e quali) siano in realtà le opere di Umile: infatti, gli autori moderni contrastano spesso tra loro nelle attribuzioni, perché pochi sono i lavori da lui firmati e forti appaiono le somiglianze tra il suo stile e quello del suo più importante allievo, Innocenzo da Petralia. Inoltre, l’elenco delle sue opere è sempre provvisorio, dato che di frequente nuove ricerche gliene sottraggono o gliene assegnano qualcuna.

A tale proposito si possono fare quattro esempi, tutti relativi ad anni recenti. Nel 2011, un crocifisso nel convento francescano di Santa Marija ta’ Ġiezu’ (Santa Maria di Gesù) alla Valletta (Malta) – in precedenza unanimemente attribuito a Umile (La Mattina – Dell’Utri, 1986, pp. 170 s.; Aquilina, in Frate Umile da Petralia…, 1987; Debono, 2005) – è stato riferito a Innocenzo (Aquilina, 2011). Lo stesso è avvenuto, nel 2015, per un crocifisso nell’abbazia di S. Filippo (già di S. Maria Latina) ad Agira in provincia di Enna (Fazio, in Frate Umile da Petralia…, 2015, p. 3), che, peraltro, è tuttora considerato opera di Umile in molti siti in rete.

Al contrario, nel 2012 è stato attribuito a Umile un crocifisso presente sin dal 1641 a Tortosa (Catalogna) e dal 1652 collocato nella chiesa del monastero della Puríssima Concepció Victòria (Dell’Utri, 2012; Cruciata, 2013, p. 108; se ne ignorava l’autore, ma in seguito a un restauro si è scoperta la scritta «Frate Hvmile di Petralia […] lo fece. 1635, ottobre, Palermo»). Analogamente, nel 2015 è stato riferito a Umile un crocifisso del 1627 nella chiesa di S. Michele Arcangelo a Nicosia, in provincia di Enna (Brunetto, 2015).

Incerte e tuttora controverse sono anche la data d’inizio e la natura dei rapporti tra Umile e Innocenzo (su questo tema, v. soprattutto Fazio, 2011, ma anche Neri, 1933; Giuliana Alajmo, 1956; Velardi, 1987; Bongiovanni, 2004; Fazio – Brancati, 2019). Secondo alcuni autori (a partire da Tognoletto, 1687, p. 309, per arrivare a Bongiovanni, 2004), Innocenzo fu semplicemente un allievo di Umile – più giovane di otto o nove anni – nella già citata scuola di scultura da lui tenuta a Palermo. Altri autori, invece (per esempio, Fazio, in Frate Umile da Petralia…, 2015, p. 12), sostengono che tra i due vi fu anche un rapporto di collaborazione, e che questo si sviluppò precocemente, all’inizio stesso della carriera artistica di Umile (viene infatti ipotizzato un contributo di Innocenzo, nel 1623 circa, a un crocifisso scolpito da Umile per la chiesa di S. Maria di Gesù a Mistretta).

A Umile si possono attribuire con un certo grado di sicurezza una ventina di crocifissi (per alcuni di essi la data è controversa o non ancora individuata): Mistretta, chiesa di S. Maria di Gesù, 1623 circa; Petralia, duomo dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo (in precedenza chiesa del convento di S. Maria di Gesù), datazione al 1623-24 o al 1634-35 (v. Cuccia, 1994); Randazzo (Catania), basilica di S. Maria, 1625 circa; Milazzo (Messina), chiesa di S. Papino Martire nel convento dei frati minori riformati, datazione al 1632-33 o al 1634-35; Ferla (Siracusa), chiesa di S. Maria di Gesù, datazione (a seconda delle fonti) al 1633 o al 1637-38; Aidone (Enna), chiesa di S. Anna, 1635; Collesano (Palermo), chiesa di S. Maria di Gesù, 1635 (data documentata); Tortosa (Catalogna), chiesa del monastero della Puríssima Concepció Victòria, con firma e data 1635; Polla (Salerno), santuario francescano di S. Antonio di Polla, detto delle Lacrime, con firma e data 1636; Bisignano (Cosenza), santuario di S. Umile da Bisignano, con firma e data 1637; Caltavuturo (Palermo), chiesa di S. Maria di Gesù del convento dei frati minori riformati, 1637-38; Caltagirone (Catania), chiesa di S. Bonaventura nel convento dei frati minori osservanti, 1637-38; Campobello di Mazzara (Trapani), chiesa di Maria SS. delle Grazie, 1637-38; Cerami (Enna), chiesa della Madonna del Carmelo, 1638; Salemi (Trapani), chiesa di S. Maria degli Angeli nel convento dei frati minori riformati, 1638; Palermo, chiesa del convento di S. Antonino, 1639 (ultima opera di Umile, fu lasciata incompiuta e venne terminata alcuni anni dopo da Innocenzo).

Per altre località e chiese, le date dei crocifissi sono ancora indeterminate: Chiaramonte Gulfi (Ragusa), chiesa del convento di S. Maria di Gesù; Messina, chiesa di S. Maria di Portosalvo, detta dei Marinai; Mussomeli (Caltanissetta), chiesa di S. Anna e Gioacchino, detta dei Monti, e Piazza Armerina (Enna), chiesa di S. Pietro (alcuni attribuiscono però a Innocenzo i crocifissi in queste due chiese; v. per esempio Fazio, in Frate Umile da Petralia…, 2015, p. 3); Tindari (Messina), basilica-santuario di Maria Santissima; Nicosia (Enna), chiesa di S. Michele Arcangelo.

Di attribuzione incerta, per vari motivi (alterazione delle opere, insufficiente documentazione, singolarità stilistica), sono alcune altricrocifissi: Naro (Agrigento), chiesa di S. Maria di Gesù, 1639; Agrigento, santuario di S. Calogero; San Fratello (Messina), chiesa di Maria SS. Assunta; Palmi (Reggio Calabria), chiesa del SS. Crocifisso; Bolognetta (Palermo), chiesa della Madonna del Carmelo.

A Umile sono attribuite anche diverse figure dell’Ecce Homo e statue di santi. Per le prime: Miglionico (Matera), chiesa di S. Francesco, 1627 (attribuita però da alcuni ad Angelo da Pietrafitta; v. Fazio, in Frate Umile da Petralia…, 2015, p. 23); Mesoraca (Crotone), santuario del SS. Ecce Homo (già convento francescano della Madonna delle Grazie), 1630; Dipignano (Cosenza), chiesa del convento di S. Maria delle Grazie, 1630 (v. Greco, 2007; l’attribuzione definitiva risale al 1989); Calvaruso (Messina), santuario dell’Ecce Homo, 1634; Palermo, chiesa di S. Antonio Abate. Per le statue di santi: Petralia, basilica di Maria SS. Assunta, S. Gerolamo, 1632; Agrigento, chiesa di S. Vito nel convento dei frati minori riformati, S. Vito e S. Francesco.

Fonti e Bibl.: P. Tognoletto (Pietro da Palermo), Vita del vener. Fr. Humile da Petralia Soprana laico scultore, in Id., Paradiso serafico del fertilissimo Regno di Sicilia…, II, Palermo 1687, pp. 307-315; B. Mazzara, Vita di Fra’ U. da P. Soprana, laico riformato, famoso scultore, in Leggendario francescano…, II, Venezia 1721, pp. 146-150; G. Di Marzo, I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI: memorie storiche e documenti, I, Palermo 1880, pp. 710-714; A. Spadafora, F. U. da P., scultore del secolo 17°, Palermo 1913; D. Neri, I crocifissisti del secolo XVII: U. da P. e Innocenzo da Palermo, in Illustrazione vaticana, IV (1933), n. 15, pp. 591-593; A. Frangipane, La scultura lignea del Seicento in Calabria, in Brutium: giornale d’arte, 1934, nn. 3 (pp. 12-15) e 5 (pp. 8-11), e 1935, n. 6 (pp. 12 s.); D. Neri, Lo scultore francescano Fra U. P. da Petralia nel III centenario dalla morte, in Studi francescani, 1939, n. 2, pp. 123-157; Id., Fra U. da P. Soprana e la Calabria, in Id., Scultori francescani del Seicento in Italia, Pistoia 1952, pp. 11-47; Matteo da Polizzi, B. U. da P. e la sua arte, in Sicilia serafica, n.s., I (1955), n. 7; A. Giuliana Alajmo, L’agonia di Gesù nell’arte degli scultori frate Umile e frate Innocenzo da Petraliaibid., II (1956), n. 4, pp. 18 s.; G. Macaluso, Frate Umile da Pintorno da Petralia Soprana, scultore del secolo XVII: contributo per una biografia critica, in Archivio storico siciliano, III s., XVII (1967),pp. 155-245; A. Cuccia, La scultura lignea in Sicilia nei secoli XVII e XVIII, tesi di laurea, Università degli studi di Palermo, a.a. 1972-73, pp. 48-63; F. Filottete Rizza, L’arte di frate U. da P. fra storia e leggende, in Calabria letteraria, XXXIV (1986), n. 7-9, pp. 36-38; R. La Mattina – F. Dell’Utri, Frate U. da P.: l’arte e il misticismo, Caltanissetta 1986 (in partic. R. Turco, Il crocifisso di Bisignano, pp. 59-63); S. La Barbera, Iconografia del Cristo in croce nell’opera di uno scultore francescano della Controriforma: Fra U. da P., in Francescanesimo e cultura in Sicilia (secc. XIII-XVI)Atti del Convegno internazionale di studi… 1982, Palermo 1987, pp. 393-401; L. Pace, Il realismo di Frate Umile, in Il Cristo di legno, chiesa-convento “Riforma”, Bisignano (Cosenza), a cura di R. Turco, Cosenza 1987; R. Velardi, Da Fra Innocenzo a Fra U. da P., in Le Madonie, LXVII (1987), 11; Frate U. da P.Atti del Convegno di studi, Mojo Alcantara…1985, a cura di S. Agati – S. Nibali, Catania 1987 (in partic.: G. Aquilina, Una devozione nazionale a Malta per il crocefisso di Frate Umile, pp. 81-88); A. Cuccia, Fra U. da P.: il crocifisso di Petralia, in XV catalogo di opere restaurate (1986-1990), a cura dell’Accademia di scienze, lettere e arti di Palermo, Palermo 1994, pp. 91-94; S. La Barbera, Frate U. da P., in Nuove effemeridi, VII (1994/III), 27, pp. 69-72; Ead., U. da P., fra’, in Dizionario degli artisti siciliani, a cura di L. Sarullo, III, Scultura, a cura di B. Patera, Palermo 1994, pp. 336 s.; G. Bongiovanni, Innocenzo da Petralia, in Dizionario biografico degli Italiani, LXII, Roma 2004, ad vocem; S. Debono, “Imago Dei”: sculpted images of the crucifix in the art of early modern Malta, Valletta 2005, pp. 35 s.; F.M. Greco, L’Ecce Homo di Dipignano: arte, leggenda e spiritualità in una scultura del ’600, Cosenza 2007; Frate Umile Pintorno da Petralia SopranaAtti del Convegno di studi, Petralia Soprana… 2009, a cura di V. Gennaro, Palermo 2010 (in partic.: M.C. Di Natale, Dalla croce dipinta tardo-rinascimentale al crocifisso ligneo di Frate Umile); G. Aquilina, Il-Frangiskani Maltin (Ta’ Ġiezu’), 1482c-1965c… (I francescani maltesi (di Gesù), 1482-1965…), Santa Venera (Malta) 2011, pp. 337-348, 502-505; G. Fazio, “Jnocentio petroliensi inferiori laico de minore osservante reformato”: revisione critica di frate Innocenzo da Petralia e del suo connubio artistico con frate Umile, suppl. a Paleokastro, n.s., II (2011), 3, pp. 29-42; F. Dell’Utri, Una scultura autografa di Frate U. da P. scoperta in Spagna, in Incontri. Rotary club di Caltanissetta, dic. 2012, p. 3; D. Marcigliano, La teologia dell’immagine nel simbolismo scultoreo del “Christus patiens” di frate U. da P., Angri 2012; R.M. Ancona, L’arte mistica di Fra’ U. da P.: riferimenti ad opere sacre nel trapanese, Trapani 2013; R. Cruciata, Crocifissi di frate Umile e di frate lnnocenzo tra la Spagna e Malta, in Opere d’arte nelle chiese francescane: conservazione, restauro e musealizzazione, a cura di M.C. Di Natale, Bagheria 2013, pp. 107-113; C. Brunetto, Rinvenuto a Nicosia l’autentico crocefisso di F. U. da Petralia, in Archivio nisseno. Rassegna di storia, lettere, arte e società, IX (2015), 16, pp. 116-120; Frate U. da P.: il suo tempo, i suoi luoghi, a cura di G. Abbate – G. Fazio, Palermo 2015 (in partic.: G. Fazio, Frate U. da P. Soprana, “Passionis Dominicæ ardentissimo”, pp. 1-26); G. Fazio – S. Brancati, I crocifissi di frate Umile e frate Innocenzo da Petralia, Ispica 2019.

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Pubblicato da terrazze Studio Garufi&Garufi

Salvatore Paolo (detto Rocambole) Garufi ha insegnato Lettere, Storia dell0Arte, Storia e Filosofia nelle scuole statali del Piemonte, della Liguria, della Campania e della Sicilia. Ha scritto opere di narrativa e teatrali ed è autore di monografie su Vitaliano Brancati, George Orwell, Santo Marino, Sebastiano Guzzone, Giuseppe Barone, Filippo Paladini e Enrico Guarneri (Litterio).

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